Riflessioni e commenti di don Franco Barbero
martedì 29 maggio 2012
Alcuni appuntamenti
Il gruppo giovanile zonale celebra l'eucarestia all'interno di una serata comunitaria dalle ore 18 alle ore 23.
Per informazioni: Chiara
TORINO: VENERDI' 22 giugno
Venerdì 22 giugno a Torino alle ore 21 presso la chiesa antico-cattolica di Corso Inghilterra 33 introduco un dibattito su "Fede, omosessualità, omofobia".
Presso questa parrocchia si svolge la celebrazione eucaristica ogni domenica presieduta da don Paolo Giordana.
lunedì 28 maggio 2012
CACCIAMO I MERCANTI DAL TEMPIO
NON C'E' SOLO LA VOCE DEL MAGISTERO...
Comunicato stampa
Voci dal basso propongono nella Chiesa su famiglia e famiglie riflessioni diverse dal conformismo generale che ispira lIncontro mondiale che inizia settimana prossima a Milano
Alcune associazioni cattoliche di Milano hanno fatto nei mesi scorsi incontri e approfondimenti sulla tematica della famiglia come contributo allincontro mondiale che inizierà nei prossimi giorni su questa tematica. Essi sono contenuti nel documento allegato e dicono in sintesi:
n la sola proposta della famiglia normale unita in matrimonio secondo le norme canoniche e civili è insufficiente sia dal punto di vista ecclesiale che sociale;
n esistono tante altre forme di relazioni famigliari, al di fuori delle strutture giuridiche consolidate, che sono ricche di risorse e di valori;
n nella Chiesa chi vive realtà diverse dal modello tradizionale di famiglia che siano fondate su relazioni dotate di stabilità, di ospitalità di vita e di progettualità (comprese quelle omosessuali) non deve essere giudicato ma accolto e partecipare alla pari alla comunità ecclesiale;
n le coppie di divorziati risposati devono essere riammessi alla comunione eucaristica;
n nelle parrocchie e nei seminari devono essere reimpostati gli itinerari educativi allaffettività e alla sessualità;
n le istituzioni organizzino una vera politica sociale per ogni realtà famigliare, senza discriminazioni;
Il documento si conclude criticando le dimensioni senza limiti e le caratteristiche di spettacolarità dellincontro mondiale che sono lontane dallo spirito evangelico di sobrietà e di laicità.
Il documento è stato sottoscritto dal Coordinamento 9 marzo composto da: Il Graal, Gruppo Promozione Donna, Comunità ecclesiale di S.Angelo, Noi Siamo Chiesa, Preti operai della Lombardia, Centro Helder Camara, La Rosa Bianca, Il Guado-credenti omosessuali
Milano, 25 maggio 2012
LE COPPIE GAY? COME QUELLE ETERO.
L'ARCIVESCOVO DI BERLINO SI "CONVERTE"
36711 . MANNHEIM-ADISTA. La relazione che unisce una coppia omosessuale dovrebbe essere trattata nello stesso modo di quella che lega una coppia eterosessuale. L'affermazione non sarebbe particolarmente dirompente se non fosse che, a pronunciarla, è stato l'arcivescovo di Berlino, card. Rainer Maria Woelki, nel corso del Katholikentag, la grande manifestazione annuale dei cattolici tedeschi, svoltasi a Mannheim (16-20/5) con la partecipazione di 80mila persone. E non sarebbe particolarmente dirompente se non fosse che, quando Woelki venne nominato vescovo, nel luglio del 2010, succedendo al defunto card. Georg Sterzinski, si ebbe una levata di scudi proprio da parte degli omosessuali, credenti e non, che gli rimproveravano posizioni omofobe (v. Adista n. 57/12). Woelki, infatti, in un'intervista al Der Spiegel, aveva definito l'omosessualità una violazione «dell'ordine della creazione», facendo temere che il dialogo tra mondo gay e Chiesa cattolica fosse definitivamente compromesso, un timore che era stato espresso dal presidente del gruppo di lavoro «Gay e lesbiche» dell'Spd Ansgar Dittmar. Qualche giorno dopo, tuttavia, Woelki aveva già cercato di correggere il tiro in una conferenza stampa gremitissima, in cui aveva detto di nutrire «rispetto e stima per tutti, a prescindere dal retaggio, dal colore della pelle e dalla natura individuale», essendo «aperto a tutti senza riserve», e affermando che avrebbe incontrato gli attivisti gay.
«Quando due persone omosessuali si assumono la responsabilità l'una dell'altra, – ha detto ora, a Mannheim, il cardinale, secondo quanto si legge sul quotidiano Tagespiel (18/5), davanti a un pubblico che non credeva alle proprie orecchie – se hanno un rapporto fedele e a lungo termine, bisogna considerare questa relazione nello stesso modo delle relazioni eterosessuali». È vero, ha affermato, che la Chiesa considera il rapporto tra uomo e donna come il fondamento della creazione, ma è tempo, ha aggiunto, di fare ulteriori riflessioni sul modo in cui la Chiesa considera le relazioni omosessuali.
L'appello di Woelki si aggiunge a quello di altri vescovi che, in passato, si sono espressi a favore di un ripensamento delle relazioni omosessuali. Tra questi, l'arcivescovo di Londra mons. Vincent Nichols che in dicembre ha difeso il progetto di una partnership civile per le coppie gay e lesbiche, il gesuita p. Frank Brennan e il vescovo di Ragusa mons. Paolo Urso (v. Adista Notizie n. 2/12).
E LA SOCIETA’ COMUNICANTE DIVENTA SCOMUNICANTE
Stiamo entrando nell'era dell'intolleranza elettronica? Da noi, dove è connesso solo il cinquanta per cento della popolazione, il quadro non sembra così apocalittico. Ma negli Usa, dove la bit revolution è ormai compiuta, si possono già misurare i suoi effetti. Per esempio sulla radicalizzazione dei rapporti fra etnie, religioni, lobbies, partiti.
Il fatto è che i new media formattano il pensiero. Lo miniaturizzano, lo contraggono. Con gli slogan che prendono il posto del ragionamento. E' la legge del digitale. Se l'opposizione non è netta, se non è seccamente binaria, non c'è segnale. Ecco perché dilagano fatwe, anatemi, esclusioni, ostracismi, populismi. integralismi. E' il passaggio il passaggio dalla società comunicante a quella scomunicante.
Marino Nicola
(Il Venerdì, 11 maggio)
domenica 27 maggio 2012
ROMANO PRODI
PEDOFILIA: UNA DELUDENTE DIRETTIVA
(Repubblica 19 maggio)
QUANDO LA POLITICA È IMPOTENTE CON I POTENTI
Il presidente di Consob Giuseppe Vegas in occasione del sua relazione annuale tenuta in piazza Affari a Milano, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, in alcuni dei passaggi più forti del suo discorso, ha usato parole che non avrei pensato di ascoltare da un uomo importante della finanza.
Vegas ha parlato del pericolo rappresentato dalla «dittatura dello spread» per la salute dell’economia e ha ammonito sul pericolo costituito dalla crescente percezione da parte dei cittadini delle democrazie occidentali di non essere governati dai governi che eleggono col loro voto, bensì da una potente forza invisibile, ovvero l’ubiquo e onnipotente mercato.
Vegas ha esplicitamente parlato di vanificazione del suffragio universale.
Cosa ha spinto un uomo della finanza, un economista e politico che ha militato nel centro destra e segnatamente nel Pdl ad usare parole così irrituali e allarmate in una occasione ufficiale?
Provo ad intuire: la percezione nitida dell’estrema gravità della situazione. Se un moderato si esprime con questi accenti, «confortati», noi estremisti, possiamo azzardare una diagnosi più ardita. La democrazia, quella vera, quella sostanziale è morta da un pezzo. Quella che continuiamo a dichiarare tale per routine, per paura di riconoscerne il decesso e per paura di quello che viene dopo, è una realtà virtuale.
Siamo come Paperino, quando corre nell’aria e riesce a correre finché non guarda giù per non vedere sotto il vuoto. Laddove un governo non solo non è in grado di dettare l’agenda della politica economica ai centri bancari e finanziari, ma non è neppure in grado di stabilire delle regole a cui debbano attenersi, è difficile dire che siamo in presenza di una democrazia. Quando poi, in un mondo globalizzato, la sovranità politica continua ad essere ridicolmente nazionale mentre i veri centri del potere sono sovranazionali, la farsa è completa.
La politica impotente con i potenti riesce solo ad esercitare la propria autorità nei confronti dei ceti più deboli con leggi durissime come quella sulle pensioni, con quelle ingiuste ed insensate come la legge contro il lavoro per l’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, con balzelli e aumenti dei prezzi di servizi primari. Con questa logica stantia e depressiva si va verso il marasma della pseudo democrazia, bacino di coltura delle peggiori demagogie reazionarie. Per uscirne sarebbe urgente una visione progettuale di ampio respiro come fu il New Deal di Roosevelt nel contesto sovranazionale di un’Europa che procede a grandi passi verso l’unità politica. Ma è possibile con questi governanti italiani ed europei?
(Moni Ovadia, L’Unità 19 maggio)
QUEL SILENZIO DEI GRANDI SUI DETENUTI PALESTINESI
In questo regime di apartheid creato progressivamente dal governo Nethanyahu vedono la luce tutte le vessazioni tipiche di tali regimi. Oggi, detenuti palestinesi in sciopero della fame per protestare contro le illegali detenzioni amministrative e le brutali condizioni di detenzione, subiscono ogni sorta di violenza punitiva fisica e psicologica, due di essi Bilal Thaer e di Diab Halahleh, in sciopero da 67 giorni rischiano la vita. Il silenzio dei grandi della terra è assordante.
(Moni Ovadia, L’Unità 12 maggio)
(22 maggio)COMPLICI DEGLI ASSASSINI
Uno scrittore argentino, Horacio Verbitsky, ha pubblicato un articolo in cui si dice di aver visto un documento dell'episcopato locale in cui alti prelati e generali golpisti parlavano fra loro su come zittire le domande delle famiglie dei deparecidos che venivano narcotizzati e gettati in mare a decine di migliaia per farli sparire come se non fossero mai esistiti. La Chiesa argentina dunque sapeva. E il Vaticano? Sapeva e taceva?
(Fabio della Pergola).
La notizia riportata dalla stampa argentina ha avuto poca eco in Italia anche perché non aggiunge molto a quello che tutti sapevano.
La Chiesa argentina (per paura? per convenienza? per autentica preoccupazione contro le politiche della sinistra) ha appoggiato la dittatura di Videla nel modo in cui la Chiesa di Spagna appoggiò Franco quando uccideva tutti quelli che erano sospettati di simpatie repubblicane dando in adozione i loro figli a famiglie "timorate di Dio": come ben documentato da Piero Badaloni nel bel libro degli Editori Internazionali Riuniti intitolato "Una memoria squilibrata".
In Argentina come in Spagna, dunque, la Chiesa ha scelto di sapere e di tacere benedicendo in pubblico i criminali di cui conosceva gli orrori e l'iniquità.
Ce lo confermano oggi i documenti che la pazienza degli storici non smette di scoprire. Aiutando gli uomini a capire meglio quello che è davvero accaduto ma ponendo soprattutto un problema di fondo sulle ragioni per cui il discorso di Gesù viene dimenticato e tradito, a volte, proprio da quelli che dovrebbero diffondere la sua parola. Dai don Abbondio che non riescono probabilmente, a intenderne l'importanza e il senso.
(Luigi Cancrini - da l'Unità del 16 maggio)
sabato 26 maggio 2012
CORVI, MAGGIORDOMI, CARDINALI
Le faide interne sono all'ordine del giorno e si accentuano quando si avvicina il conclave.
Così è da secoli e secoli. Infatti ladri, fannulloni ed intrallazzatori sono parte del normale paesaggio vaticano. La "spelonca di ladri", di cui parla anche Gesù, trova nel vaticano una esemplificazione più che evidente.

