martedì 29 maggio 2012

Alcuni appuntamenti

Rivalta: mercoledì 20
Il gruppo giovanile zonale celebra l'eucarestia all'interno di una serata comunitaria dalle ore 18 alle ore 23.

Per informazioni: Chiara

TORINO: VENERDI' 22 giugno
Venerdì 22 giugno a Torino alle ore 21 presso la chiesa antico-cattolica di Corso Inghilterra 33 introduco un dibattito su "Fede, omosessualità, omofobia".
Presso questa parrocchia si svolge la celebrazione eucaristica ogni domenica presieduta da don Paolo Giordana.
(da L'Unità, 17 maggio)

lunedì 28 maggio 2012

CACCIAMO I MERCANTI DAL TEMPIO

 
Giorgio Siculo
 http://nuovosoldo.wordpress.com/  25 maggio 2012 
 
Le notizie che giungono da oltre Tevere (ultima quella dell'arresto dell'aiutante di camera o maggiordomo del Papa) ci sembrano abbastanza inquietanti e dovrebbero diventare oggetto di riflessione non solo per i vescovi ma anche e soprattutto per tutti i fedeli appartenenti alla Chiesa cattolica.
 
Su tutto ciò che accade in Vaticano (che non è la Chiesa ma spesso viene considerato la Chiesa) i cattolici tutti hanno il diritto e il dovere di metterci il becco. Dalle più sperdute parrocchie dovrebbero arrivare segnali di indignazione per quanto accade nella Roma papalina. Forse è arrivata finalmente l'ora per cacciare i mercanti dal tempio. Se mercanti sono cardinali e vescovi, vanno anche cacciati cardinali e vescovi. Dovrebbero venir fuori dal cuore della Chiesa persone come Francesco d'Assisi o Pietro Valdo, Pier Damiani o Savonarola, Martin Lutero e forse anche fra Dolcino con i suoi dolciniani.
 
Ma andiamo alle notizie: il cardinale Bertone, salesiano e segretario di Stato, ha licenziato il prof. Ettore Gotti Tedeschi, docente nell'Università cattolica ed editorialista del quotidiano pontificio, ma soprattutto presidente dell'Istituto Opere Religiose. In parole povere un "banchiere di Dio". Ma cosa ha a che fare Dio con le banche?
 
Gesù Cristo, come leggiamo nei Vangeli, ha cacciato i mercanti dal tempio. Certo, il Vaticano (Stato della Città del Vaticano) non è un tempio (un tempio è la basilica di S.Pietro), ma purtroppo fra la gente viene considerato un tempio o comunque qualcosa di sacro.
 
Il Vaticano sembra oggi un'antica satrapia persiana e nei suoi sotterranei, si fa per dire, si annidano "corvi" e "pipistrelli". Non dimentichiamo che lo Ior (la banca vaticana) ha avuto a che fare con il famoso vescovo Marcinkus e con tanti altri personaggi; in mezzo vi è stata la prematura morte del pontefice (questo sì grande) Giovanni Paolo I passato a miglior vita nell'arco di un mese dalla sua elezione alla cattedra di Pietro. E il prof. Gotti Tedeschi pare che appartenga all'Opus Dei (quella che qualcuno definisce la massoneria bianca) e pare anche sia vicino a Comunione e liberazione.
 
In questo momento non ci interessa entrare nel merito delle caratteristiche di queste organizzazioni o lobbies di potere. Riteniamo che la Chiesa dovrebbe articolarsi in comunità di cristiani convocati dalla Parola di Dio. Il resto è sovrastruttura. I vecchi ordini religiosi (a parte alcuni momenti particolari), si distinguevano perché portatori di forme di spiritualità. Le nuove organizzazioni (non ci sentiamo di chiamarle ordini) sono soprattutto (vi può essere sempre qualche eccezione) lobbies di potere che andrebbero sciolte per purificare la Chiesa.
 
Oggi è arrivata l'altra notizia dell'arresto, ad opera della gendarmeria pontificia, di una persona che stava vicino al Papa. Siamo garantisti e non conosciamo i fatti. Ma la logica ci porta a delle domande. Se il maggiordomo del Papa è il "corvo" che carpiva notizie di cose che spesso da tempo si sanno, chi sta dietro questo povero "corvo" o capro espiatorio? Torna il discorso della "satrapia".
 
E' forse il Pontefice prigioniero di una corte che ci ricorda l'era dei Borgia? Può Joseph Ratzinger fare ciò che il suo amico teologo Hans Kung sperava che facesse? Può il Pontefice tedesco scavare nella tana di vipere che forse si annida al di là delle mura della città-stato?
 
Se riuscisse a fare pulizia tanti cattolici gli sarebbero grati. Non sarebbe il caso, con un motu proprio, di abolire quella norma che vieta ai cardinali ultra ottantenni di entrare in conclave? Certamente tanti attuali papabili che lo stesso Ratzinger ha creato, verrebbero spiazzati nella loro sete di potere. E di potere mondano si tratta.
 
Non sarebbe il caso di ampliare la platea del conclave con i rappresentanti delle conferenze episcopali (anche non cardinali), per creare i presupposti per un nuovo Concilio che possa riprendere e portare oltre i contenuti del Concilio ecumenico di cinquanta anni fa?
 
E' arrivata l'ora che tanti laici cattolici, preti, religiosi e religiose e vescovi la smettano di mormorare in luoghi nascosti ed escano allo scoperto per cominciare a porre le basi per una indifferibile riforma della Chiesa cattolica.
 
Stare zitti significa essere complici del male che serpeggia, forse per opera diabolica, anche all'interno della Chiesa. Forse l'indignazione e la protesta potrebbero avere il sostegno dello Spirito che certamente soffia dove vuole. Una novella Pentecoste sarebbe salutare per la Chiesa cattolica.
 
Il pettegolezzo della stampa che in questi giorni sarà presente nelle pagine dei giornali (soprattutto in Italia) non ci interessa.
 
Ci piacerebbe invece qualche messaggio forte da parte del Pontefice che dia speranza ai tanti cristiani scandalizzati perché la Chiesa, non sembra, in questo momento, né il Corpo di Cristo né il Popolo di Dio in cammino.













NON C'E' SOLO LA VOCE DEL MAGISTERO...


                                                                                  Comunicato stampa

 

Voci “dal basso” propongono nella Chiesa su famiglia e famiglie  riflessioni diverse dal conformismo generale che ispira l’Incontro mondiale che inizia settimana prossima a Milano

 

Alcune associazioni cattoliche di Milano hanno fatto nei mesi scorsi incontri e approfondimenti sulla tematica della famiglia come contributo all’incontro mondiale che inizierà nei prossimi giorni  su questa tematica. Essi sono contenuti nel documento allegato e dicono in sintesi:

 

n  la sola proposta della famiglia “normale” unita in matrimonio secondo le norme canoniche e civili  è insufficiente sia dal punto di vista ecclesiale che sociale;

n  esistono tante altre forme di relazioni famigliari, al di fuori delle strutture giuridiche consolidate, che sono ricche di risorse e di valori;

n  nella Chiesa chi vive realtà diverse dal modello tradizionale di famiglia che siano fondate su relazioni dotate di stabilità, di ospitalità di vita e di progettualità (comprese  quelle omosessuali) non deve essere giudicato ma accolto e partecipare alla pari alla comunità ecclesiale;

n  le coppie di divorziati risposati devono essere riammessi alla comunione eucaristica;

n  nelle parrocchie e nei seminari devono essere reimpostati gli itinerari educativi all’affettività e alla sessualità;

n  le istituzioni organizzino una vera politica sociale per ogni realtà famigliare, senza discriminazioni;

 

Il documento si conclude criticando le dimensioni senza limiti e le caratteristiche di spettacolarità dell’incontro mondiale che sono lontane dallo spirito evangelico di sobrietà e di laicità.

 

Il documento è stato sottoscritto dal Coordinamento 9 marzo composto da: Il Graal, Gruppo Promozione Donna, Comunità ecclesiale di S.Angelo, “Noi Siamo Chiesa”, Preti operai della Lombardia, Centro Helder Camara, La Rosa Bianca, Il Guado-credenti omosessuali

 

Milano, 25 maggio 2012

 



LE COPPIE GAY? COME QUELLE ETERO.

L'ARCIVESCOVO DI BERLINO SI "CONVERTE"

36711 . MANNHEIM-ADISTA. La relazione che unisce una coppia omosessuale dovrebbe essere trattata nello stesso modo di quella che lega una coppia eterosessuale. L'affermazione non sarebbe particolarmente dirompente se non fosse che, a pronunciarla, è stato l'arcivescovo di Berlino, card. Rainer Maria Woelki, nel corso del Katholikentag, la grande manifestazione annuale dei cattolici tedeschi, svoltasi a Mannheim (16-20/5) con la partecipazione di 80mila persone. E non sarebbe particolarmente dirompente se non fosse che, quando Woelki venne nominato vescovo, nel luglio del 2010, succedendo al defunto card. Georg Sterzinski, si ebbe una levata di scudi proprio da parte degli omosessuali, credenti e non, che gli rimproveravano posizioni omofobe (v. Adista n. 57/12). Woelki, infatti, in un'intervista al Der Spiegel, aveva definito l'omosessualità una violazione «dell'ordine della creazione», facendo temere che il dialogo tra mondo gay e Chiesa cattolica fosse definitivamente compromesso, un timore che era stato espresso dal presidente del gruppo di lavoro «Gay e lesbiche» dell'Spd Ansgar Dittmar. Qualche giorno dopo, tuttavia, Woelki aveva già cercato di correggere il tiro in una conferenza stampa gremitissima, in cui aveva detto di nutrire «rispetto e stima per tutti, a prescindere dal retaggio, dal colore della pelle e dalla natura individuale», essendo «aperto a tutti senza riserve», e affermando che avrebbe incontrato gli attivisti gay.

«Quando due persone omosessuali si assumono la responsabilità l'una dell'altra, – ha detto ora, a Mannheim, il cardinale, secondo quanto si legge sul quotidiano Tagespiel (18/5), davanti a un pubblico che non credeva alle proprie orecchie – se hanno un rapporto fedele e a lungo termine, bisogna considerare questa relazione nello stesso modo delle relazioni eterosessuali». È vero, ha affermato, che la Chiesa considera il rapporto tra uomo e donna come il fondamento della creazione, ma è tempo, ha aggiunto, di fare ulteriori riflessioni sul modo in cui la Chiesa considera le relazioni omosessuali.

L'appello di Woelki si aggiunge a quello di altri vescovi che, in passato, si sono espressi a favore di un ripensamento delle relazioni omosessuali. Tra questi, l'arcivescovo di Londra mons. Vincent Nichols che in dicembre ha difeso il progetto di una partnership civile per le coppie gay e lesbiche, il gesuita p. Frank Brennan e il vescovo di Ragusa mons. Paolo Urso (v. Adista Notizie n. 2/12).

E LA SOCIETA’ COMUNICANTE DIVENTA SCOMUNICANTE

La commissione permanente rischia di uccidere il dialogo. Tra le persone, ma anche tra le civiltà A lanciare l'allarme è un articolo del Guardian che prefigura scenari da day after digitale. Per cominciare la rete isola le persone, perché crea community virtuali che della comunità in carne e ossa sono solo il guscio vuoto. E, quel che è peggio, atrofizza le capacità di relazione vis à vis. Che è fatta di argomentazioni, emozioni, concessioni mediazioni. E immedesimazioni. Mentre davanti allo schermo ciascuno si immedesima narcisisticamente con se stesso, con le proprie opinioni, passioni, convinzioni, affermazioni. Insomma con i propri umori sparati nel web come vangelo. Mi piace non mi piace, pollice su pollice giù.
Stiamo entrando nell'era dell'intolleranza elettronica? Da noi, dove è connesso solo il cinquanta per cento della popolazione, il quadro non sembra così apocalittico. Ma negli Usa, dove la bit revolution è ormai compiuta, si possono già misurare i suoi effetti. Per esempio sulla radicalizzazione dei rapporti fra etnie, religioni, lobbies, partiti.
Il fatto è che i new media formattano il pensiero. Lo miniaturizzano, lo contraggono. Con gli slogan che prendono il posto del ragionamento. E' la legge del digitale. Se l'opposizione non è netta, se non è seccamente binaria, non c'è segnale. Ecco perché dilagano fatwe, anatemi, esclusioni, ostracismi, populismi. integralismi. E' il passaggio il passaggio dalla società comunicante a quella scomunicante.
Marino Nicola

(Il Venerdì, 11 maggio)
(da Repubblica, 17 maggio)

domenica 27 maggio 2012

ROMANO PRODI

Sappiamo da tempo che da sola la Grecia non può salvarsi. Quel che ancora tanti non hanno capito è che aiutando la Grecia a salvarsi aiutiamo noi stessi a salvarci.

PEDOFILIA: UNA DELUDENTE DIRETTIVA

La conferenza episcopale italiana le diramerà la prossima settimana durante la sua Assemblea generale, preceduta da una prolusione del presidente, il cardinale arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco. Una decisione che non mancherà di suscitare l' attenzione dell' opinione pubblica, e forse qualche polemica. Perché con l' annuncio delle "Linee guida per il trattamento dei casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici", la Chiesa italiana viene in ogni caso incontro alle richieste fatte lo scorso anno da Benedetto XVI, e poi raccomandate nel maggio 2011 dalla Congregazione per la Dottrina della fede.

(Repubblica 19 maggio)

QUANDO LA POLITICA È IMPOTENTE CON I POTENTI

Il presidente di Consob Giuseppe Vegas in occasione del sua relazione annuale tenuta in piazza Affari a Milano, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, in alcuni dei passaggi più forti del suo discorso, ha usato parole che non avrei pensato di ascoltare da un uomo importante della finanza.

Vegas ha parlato del pericolo rappresentato dalla «dittatura dello spread» per la salute dell’economia e ha ammonito sul pericolo costituito dalla crescente percezione da parte dei cittadini delle democrazie occidentali di non essere governati dai governi che eleggono col loro voto, bensì da una potente forza invisibile, ovvero l’ubiquo e onnipotente mercato.

Vegas ha esplicitamente parlato di vanificazione del suffragio universale.

Cosa ha spinto un uomo della finanza, un economista e politico che ha militato nel centro destra e segnatamente nel Pdl ad usare parole così irrituali e allarmate in una occasione ufficiale?

Provo ad intuire: la percezione nitida dell’estrema gravità della situazione. Se un moderato si esprime con questi accenti, «confortati», noi estremisti, possiamo azzardare una diagnosi più ardita. La democrazia, quella vera, quella sostanziale è morta da un pezzo. Quella che continuiamo a dichiarare tale per routine, per paura di riconoscerne il decesso e per paura di quello che viene dopo, è una realtà virtuale.

Siamo come Paperino, quando corre nell’aria e riesce a correre finché non guarda giù per non vedere sotto il vuoto. Laddove un governo non solo non è in grado di dettare l’agenda della politica economica ai centri bancari e finanziari, ma non è neppure in grado di stabilire delle regole a cui debbano attenersi, è difficile dire che siamo in presenza di una democrazia. Quando poi, in un mondo globalizzato, la sovranità politica continua ad essere ridicolmente nazionale mentre i veri centri del potere sono sovranazionali, la farsa è completa.
La politica impotente con i potenti riesce solo ad esercitare la propria autorità nei confronti dei ceti più deboli con leggi durissime come quella sulle pensioni, con quelle ingiuste ed insensate come la legge contro il lavoro per l’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, con balzelli e aumenti dei prezzi di servizi primari. Con questa logica stantia e depressiva si va verso il marasma della pseudo democrazia, bacino di coltura delle peggiori demagogie reazionarie. Per uscirne sarebbe urgente una visione progettuale di ampio respiro come fu il New Deal di Roosevelt nel contesto sovranazionale di un’Europa che procede a grandi passi verso l’unità politica. Ma è possibile con questi governanti italiani ed europei?

(Moni Ovadia, L’Unità 19 maggio)

QUEL SILENZIO DEI GRANDI SUI DETENUTI PALESTINESI

 Prof. Henry Siegman, ordinato rabbino ortodosso dalla Yeshiva Torah Vadaath e cappellano militare nella guerra di Corea, è stato Executive Director dell’American Jewish Congress (dal 1978 al 1994) e del Synagogue Council, Senior Fellow al Council on Foreign Relations. I suoi scritti sono pubblicati dai maggiori quotidiani Usa e dalla New York Review of Books. Il prof Siegman ha scritto: «I fondatori del sionismo furono fra i leader più illuminati e progressisti del mondo ebraico…loro non erano razzisti… Ma il governo Nethanyahu ha provato che, benché il sionismo non sia razzismo, ci sono dei sionisti che sono razzisti. Nel 1980 molti nell’establishment ebraico americano parteciparono alle dimostrazioni contro il regime dell’apartheid in Sud Africa. La battaglia contro l’apartheid era considerata – non solo dai liberals – una causa ebraica. Oggi in Israele l’apartheid, non è una possibilità futura come molti non hanno smesso di ammonire, ma è una realtà attuale. Nethanyahu e il suo governo si sono impegnati a travestire il loro regime di apartheid de facto fingendo che lo status quo nei territori occupati sia temporaneo… ».

In questo regime di apartheid creato progressivamente dal governo Nethanyahu vedono la luce tutte le vessazioni tipiche di tali regimi. Oggi, detenuti palestinesi in sciopero della fame per protestare contro le illegali detenzioni amministrative e le brutali condizioni di detenzione, subiscono ogni sorta di violenza punitiva fisica e psicologica, due di essi Bilal Thaer e di Diab  Halahleh, in sciopero da 67 giorni rischiano la vita. Il silenzio dei grandi della terra è assordante.

(Moni Ovadia, L’Unità 12 maggio)

  (22 maggio)

 

COMPLICI DEGLI ASSASSINI

La chiesa gerarchica Argentina sapeva tutto


Uno scrittore argentino, Horacio Verbitsky, ha pubblicato un articolo in cui si dice di aver visto un documento dell'episcopato locale in cui alti prelati e generali golpisti parlavano fra loro su come zittire le domande delle famiglie dei deparecidos che venivano narcotizzati e gettati in mare a decine di migliaia per farli sparire come se non fossero mai esistiti. La Chiesa argentina dunque sapeva. E il Vaticano? Sapeva e taceva?


(Fabio della Pergola).


La notizia riportata dalla stampa argentina ha avuto poca eco in Italia anche perché non aggiunge molto a quello che tutti sapevano.

La Chiesa argentina (per paura? per convenienza? per autentica preoccupazione contro le politiche della sinistra) ha appoggiato la dittatura di Videla nel modo in cui la Chiesa di Spagna appoggiò Franco quando uccideva tutti quelli che erano sospettati di simpatie repubblicane dando in adozione i loro figli a famiglie "timorate di Dio": come ben documentato da Piero Badaloni nel bel libro degli Editori Internazionali Riuniti intitolato "Una memoria squilibrata".

In Argentina come in Spagna, dunque, la Chiesa  ha scelto di sapere e di tacere benedicendo in pubblico i criminali di cui conosceva gli orrori e l'iniquità.

Ce lo confermano oggi i documenti che la pazienza degli storici non smette di scoprire. Aiutando gli uomini a capire meglio quello che è davvero accaduto ma ponendo soprattutto un problema di fondo sulle ragioni per cui il discorso di Gesù viene dimenticato e tradito, a volte, proprio da quelli che dovrebbero diffondere la sua parola. Dai don Abbondio che non riescono probabilmente, a intenderne l'importanza e il senso.


(Luigi Cancrini - da l'Unità del 16 maggio)

MANTOVA

sabato 26 maggio 2012

CORVI, MAGGIORDOMI, CARDINALI

Quello che succede in vaticano, con l'arresto del maggiordomo del papa, stupisce solo chi non conosce la vita dei "sacri palazzi".
Le faide interne sono all'ordine del giorno e si accentuano quando si avvicina il conclave.
Così è da secoli e secoli. Infatti ladri, fannulloni ed intrallazzatori sono parte del normale paesaggio vaticano. La "spelonca di ladri", di cui parla anche Gesù, trova nel vaticano una esemplificazione più che evidente.

PARMA E IL VATICANO

In Vaticano c'è grande esultanza: dunque i grillino governano con Casini, l'uomo del Vaticano, la persona su cui la gerarchia cattolica punta per il prossimo futuro.
Casini ha sempre obbedito ai sacri palazzi e Parma può diventare l'esperimento del prossimo centro-destra. L'esultanza in Vaticano è doppia: i grillini non hanno paura di allearsi con il cattolicesimo più retrivo. Bertone stragode e benedice…